Milites: armi da guerra ed equipaggiamento delle legioni2018-02-03T15:33:00+00:00

Project Description

MILITES
armi da guerra ed equipaggiamento delle legioni

“Milites: armi da guerra ed equipaggiamento delle legioni” è un percorso che ci parla di guerra, di armi, di soldati, di strategia e di tecnologia.

L’EQUIPAGGIAMENTO DI UN LEGIONARIO

Con il desiderio di condividere la vita e la cultura nell’antica Roma, ti parleremo della storia di un legionario a servizio dell’imperatore.

 

Abbiamo studiato i reperti, letto i libri e ricostruito fino ad ottenere la ricostruzione di quello che, presumibilmente, era l’equipaggiamento di un soldato semplice di una legione imperiale.

L’armatura in particolare è cambiata molto nell’arco dei secoli, la Legio VII Gemina rievoca il periodo dell’imperatore Traiano quindi utilizziamo la conosciutissima Lorica Segmentata, così come illustrato sulla Colonna Traiana. L’equipaggiamento di un legionario non poteva dirsi completo senza l’elmo, il cingulum e le caligae.

Ovviamente l’armatura non veniva indossata senza una protezione: al di sotto si portava una tunica, il focale e le bracae. I pantaloni si usavano già duemila anni fa, lo sapevi?

Qui gladio ferit gladio perit

Le armi erano il vero segreto della forza dell’Impero: i legionari erano tenuti a prestare massima cura ad esse per non correre il rischio di rotture durante le battaglie, dove la vita e la morte potevano essere decise dall’usura del filo della lama. Il gladio, lo scutum, il pugio e il pilum erano la dotazione di base di ognuno.

E per il freddo?

Secondo gli studiosi le legioni dell’impero, in inverno, non combattevano perché non erano attrezzate per farlo, tuttavia neanche nei mesi invernali doveva esser facile essere un soldato: dovevano montare la guardia e sedare rivolte; per scacciare le temperature rigide del nord veniva usate la penulae – dei mantelli ovali di lana con cappuccio – il pallium, gli udones sotto le caligae.

Rievocazione vuol dire studio dei dettagli

Durante le marce, i legionari romani camminavano per chilometri e chilometri, con il peso dell’armatura e di tutto l’equipaggiamento sulle spalle. Ovviamente, gli oggetti più pesanti come le tende e le armi d’assedio venivano caricate sui muli ed altri animali da soma, ma il legionario portava con sé i propri beni appendendoli alla sarcina o dentro le perae.

« Si mettono in marcia tutti in silenzio e ordinatamente, restando ciascuno al proprio posto come fossero in battaglia. I fanti indossano corazze ed elmi, una spada appesa su ciascun fianco, dove quella di sinistra è più lunga di quella di destra, quest’ultima non più lunga di un palmo. I soldati “scelti”, che fanno da scorta al comandante, portano una lancia e uno scudo rotondo; il resto dei legionari un giavellotto e uno scudo oblungo, oltre ad una serie di attrezzi come, una sega, un cesto, una picozza, una scure, una cinghia, un trincetto, una catena e cibo per tre giorni; tanto che i fanti sono carichi come bestie da soma. […] A sorte, infine, si stabilisce quale delle legioni debba iniziare la colonna di marcia. »
Giuseppe Flavio, Guerra giudaica, III, 5.5.93-97

Nulla era lasciato al caso, ogni componente dell’equipaggiamento di un legionario aveva uno scopo. Ad esempio: lo sapevi che la forma dell’elmo non era affatto casuale ma il risultato di tanti, piccoli accorgimenti?

Curiosità su... l'elmo!

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